
La prima parte della stagione agricola 2026 è stata segnata da una successione di eventi climatici estremi che hanno interessato l’intero territorio nazionale, con impatti significativi sulle produzioni agricole e sulle strutture aziendali. Dai ritorni di gelo alle temperature eccezionalmente elevate, dalla prolungata assenza di precipitazioni fino a violenti temporali, grandinate, piogge intense e fortissime raffiche di vento, il quadro emerso conferma una crescente esposizione delle imprese agricole a fenomeni sempre più frequenti e complessi.
Nelle ultime settimane diverse aree del Paese, dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia-Romagna alle Marche e alla Puglia, sono state colpite in modo particolarmente severo. In pochi minuti sono stati compromessi raccolti prossimi alla maturazione, colture nel pieno del ciclo produttivo, vigneti, frutteti, seminativi, serre, impianti e strutture aziendali.
Secondo una prima ricognizione effettuata attraverso i 37 Consorzi di difesa associati ad Asnacodi Italia, dall’inizio dell’anno oltre 70 mila certificati assicurativi risultano interessati da almeno una denuncia di danno. Sulla base dei premi assicurativi complessivi e dell’andamento della sinistrosità rilevato fino a oggi, il valore dei danni alle produzioni assicurate è stimato in oltre 600 milioni di euro al netto delle franchigie contrattuali, superando i 700 milioni di euro al lordo delle franchigie.
Le imprese comprese nella ricognizione avevano scelto di proteggere preventivamente le proprie produzioni attraverso coperture assicurative e, una volta concluse le verifiche peritali, potranno accedere agli indennizzi previsti dai rispettivi contratti. Il danno complessivo subito dall’agricoltura italiana è tuttavia certamente superiore, considerando anche le perdite sostenute dalle aziende prive di copertura.
La crescente frequenza degli eventi atmosferici avversi rende quindi necessario integrare stabilmente la gestione del rischio nella programmazione aziendale. Polizze agevolate, fondi mutualistici, strumenti di stabilizzazione del reddito, prevenzione, innovazione tecnologica e conoscenza dei rischi rappresentano componenti complementari di una strategia di protezione a 360 gradi.
«Di fronte a eventi estremi sempre più frequenti e violenti, non è più sufficiente intervenire dopo il danno: serve un vero cambio di paradigma per consentire strategie di adattamento delle imprese», sottolinea Andrea Berti, direttore Asnacodi Italia.
«Dobbiamo passare da una logica prevalentemente risarcitoria a un modello fondato sulla prevenzione, sulla conoscenza e sulla capacità di anticipare il rischio. Assicurazioni, fondi mutualistici, dati e tecnologie innovative sono strumenti complementari per rafforzare la resilienza delle imprese agricole e consentire loro di assumere decisioni più consapevoli. È questa la direzione nella quale opera il Sistema Asnacodi Italia-Condifesa: proteggere il reddito, gli investimenti e la continuità produttiva, accompagnando l’agricoltura italiana nelle sfide poste dal cambiamento climatico».



