Maltempo “artico” è stato definito quello di questi giorni, dopo un inverno caldo e siccitoso che ha fatto registrare temperature superiori alla media e il 30 per cento di pioggia in meno.  Le diffuse perturbazioni – sottolinea il Presidente di ASNACODI, Agabiti – hanno procurato danni ingenti ai prati di erbai, serre di vivai e tunnel per il vento forte, ai vigneti, con pali tiranti e filari abbattuti, ma sono arrivate anche neve e grandine. Si temono gli effetti dell’abbassamento delle temperature che rischiano di compromettere la produzione di frutta e ortaggi.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici che caratterizza la fase di cambiamenti climatici è ormai diventata la norma e si manifesta con la grande frequenza di sbalzi termici, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al freddo. L’agricoltura italiana ha subito danni per oltre 10 miliardi di euro nell’ultimo decennio e quindi gli strumenti per far fronte a questa emergenza devono essere importanti e coordinati, per mantenere il livello di produzione e di qualità che caratterizza il Made in Italy.

Nell’immediato occorre utilizzare al meglio le risorse della PAC per la gestione del rischio, che l’Italia in modo lungimirante ha messo a disposizione delle imprese agricole con il Piano di sviluppo rurale nazionale: il 70 per cento del costo delle polizze assicurative e della partecipazione ai fondi mutualistici è rimborsato dai fondi europei.

Gli agricoltori che si sono assicurati attraverso i consorzi di difesa, che li assistono nell’utilizzo degli strumenti di gestione del rischio, secondo i dati ASNACODI, hanno incassato oltre un miliardo e mezzo di risarcimenti negli anni 2015 -2018, caratterizzati da molteplici eventi dannosi. Ma sono ancora troppo pochi quelli che conoscono questi strumenti e li utilizzano nel modo più proficuo. La varietà di eventi che colpiscono le produzioni in tutte le regioni rende infatti indispensabile avere coperture assicurative e mutualistiche ad ampio spettro, che possono risarcire anche danni da anomalie climatiche in passato mai registrate. Il sistema ASNACODI – CONDIFESA è impegnato a sviluppare l’utilizzo di soluzioni innovative per coprire anche l’insieme degli andamenti climatici sfavorevoli, unitamente ai fondi di mutualizzazione che integrano le assicurazioni soprattutto per i danni da fitopatie e infestazioni parassitarie, spesso collegate ai cambiamenti climatici. Dobbiamo  - prosegue AGABITI – coordinare anche altri strumenti per sensibilizzare gli agricoltori maggiormente sugli eventi e sulla esigenza di diffondere conoscenza e prevenzione che sono necessarie per mitigare i danni, grazie all’applicazione delle innovazioni tecnologiche, alla digitalizzazione della gestione aziendale, alla diffusione dei sistemi di allerta meteo. E’ su questo che chiediamo un impegno forte delle Regioni e dello Stato per rendere questi strumenti fruibili a tutte le imprese agricole.

 

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L'Associazione Nazionale dei Condifesa – Asnacodi – costituita nel 1982, svolge a livello nazionale compiti di coordinamento, rappresentanza e tutela, dei 62 Consorzi di Difesa associati operanti nel settore della prevenzione e gestione dei rischi d'impresa in agricoltura.

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